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Al centro, in motorino.

Oggi, come ieri, ho preso il motorino e sono andato a lavoro in centro.

Ho attraversato i varchi all’altezza del Teatro di Marcello e ho parcheggiato in piazza della Pilotta. Poi ho fatto un pezzo (piccolo a dir la verità) a piedi.

Domani farò la stessa cosa. E anche dal 20 in poi.

Perchè, è bene spiegarlo – a tutti, ma soprattutto agli “specialisti del qualunquismo” che in questi giorni impazzano sui social a forza di hanno chiuso er centro pure ai motorini mort***i loro!! – l’accesso al centro di Roma non è affatto chiuso per i ciclomotori.

tridente_pianta_d0Perchè, è bene ribadirlo, il “Tridente Mediceo” NON equivale a TUTTO il centro di Roma.

http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW736876&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId%3Ajp_pagecode

A volte, si sa, basterebbe leggere.

LDAPOST della domenica. Juventus-Roma 3-2. Malabolgia.

G. Doré, Le metamorfosi dei ladri.
G. Doré, Le metamorfosi dei ladri.

Com’io tenea levate in lor le ciglia, 

e un serpente con sei piè si lancia 

dinanzi a l’uno, e tutto a lui s’appiglia.

Co’ piè di mezzo li avvinse la pancia, 

e con li anterior le braccia prese; 

poi li addentò e l’una e l’altra guancia;

li diretani a le cosce distese, 

e miseli la coda tra ’mbedue, 

e dietro per le ren sù la ristese.

Ellera abbarbicata mai non fue 

ad alber sì, come l’orribil fiera 

per l’altrui membra avviticchiò le sue.

Poi s’appiccar, come di calda cera 

fossero stati, e mischiar lor colore, 

né l’un né l’altro già parea quel ch’era:

come procede innanzi da l’ardore, 

per lo papiro suso, un color bruno 

che non è nero ancora e ’l bianco more.

Li altri due ’l riguardavano, e ciascuno 

gridava: «Omè, Agnel, come ti muti! 

Vedi che già non se’ né due né uno».

Già eran li due capi un divenuti, 

quando n’apparver due figure miste 

in una faccia, ov’eran due perduti.

Fersi le braccia due di quattro liste; 

le cosce con le gambe e ’l ventre e ’l casso 

divenner membra che non fuor mai viste.

Ogne primaio aspetto ivi era casso: 

due e nessun l’imagine perversa 

parea; e tal sen gio con lento passo.

Dante Alighieri, Inferno, canto XXV.

Ve vojo vede’ così: mostri schifosi.

“di iscritti e di elettori”.

Il dilemma, in effetti, è atroce. Da non dormirci. Meglio un partito con più iscritti o uno con più elettori? 

Il Pd è un partito “di iscritti e di elettori”.

Lo dice lo statuto, lo ricorda Bersani e, su Twitter, rincara la dose uno strepitoso Stefano Fassina.

Due che di iscritti se ne intendono.

Di elettori invece…Schermata 2014-10-04 a 16.53.06

Il “Manifesto degli economisti sgomenti”.

Nato in Francia nel 2010 per iniziativa di economisti e ricercatori riuniti nell’Associazione “Les économistes atterrés”, e successivamente tradotto e pubblicato in Italia (prima come ebook da “Sbilanciamoci!”, poi da Minimum Fax), il “Manifesto degli economisti sgomenti” è una interessante riflessione sul mondo finanziario e sulle politiche economiche europee.

Nonostante sia di parte (molto), fortemente anti-liberista, ha il pregio di essere una “voce” (anzi, un insieme di voci) estranea ai canali canonici dell’informazione economica ufficiale dei governi o delle istituzioni finanziarie internazionali. Può quindi permettersi messaggi ed esempi diretti, senza tecnicismi o supponenti “latinorum”.

Per ogni tematica affrontata (e la visione di parte è confermata dalla costante definizione di “falsa certezza n°..”) vengono proposte una serie di contromisure, lontane dagli schemi e dalle decisioni prese dagli organismi internazionali. In alcuni casi però, alle approfondite analisi dei problemi non corrispondono altrettanto approfondite soluzioni, lasciando così l’idea di un “manifesto” troppo ideologico e poco attuale.

Di sicuro una delle considerazioni alla base del libro ha il pregio di spingere, comunque la si pensi, ad una riflessione fondamentale: uno stato può dirsi in fallimento nel momento in cui, per tutelare i propri cittadini e il loro futuro, smette di pagare interessi agli speculatori internazionali o quando, al contrario, per pagarli taglia le spese per la scuola pubblica e la ricerca, chiude ospedali e teatri e non riesce a dare lavoro ai giovani?