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L’anti-austerità secondo Ponzio Pilato.

Ricorrendo al referendum popolare, Tsipras di fatto rimette nelle mani dei greci la scelta sulle proposte dell’Eurogruppo. Chiama cioè a pronunciarsi su una questione di rilevanza internazionale un popolo “affamato”, spaventato e (per carità, senza offesa) sprovvedutamente avvampato dai toni enfatici che il Premier e la sua spalla Varoufakis usano abilmente per mascherare l’indecisione e la debolezza dimostrate nelle trattative con i partner europei. Insomma, quello che si dice un “rivoluzionario” con gli attributi.
Mi ricorda qualcuno.
Ah sì, Ponzio Pilato. La tradizione non lo ricorda un granché bene…

Il “Manifesto degli economisti sgomenti”.

Nato in Francia nel 2010 per iniziativa di economisti e ricercatori riuniti nell’Associazione “Les économistes atterrés”, e successivamente tradotto e pubblicato in Italia (prima come ebook da “Sbilanciamoci!”, poi da Minimum Fax), il “Manifesto degli economisti sgomenti” è una interessante riflessione sul mondo finanziario e sulle politiche economiche europee.

Nonostante sia di parte (molto), fortemente anti-liberista, ha il pregio di essere una “voce” (anzi, un insieme di voci) estranea ai canali canonici dell’informazione economica ufficiale dei governi o delle istituzioni finanziarie internazionali. Può quindi permettersi messaggi ed esempi diretti, senza tecnicismi o supponenti “latinorum”.

Per ogni tematica affrontata (e la visione di parte è confermata dalla costante definizione di “falsa certezza n°..”) vengono proposte una serie di contromisure, lontane dagli schemi e dalle decisioni prese dagli organismi internazionali. In alcuni casi però, alle approfondite analisi dei problemi non corrispondono altrettanto approfondite soluzioni, lasciando così l’idea di un “manifesto” troppo ideologico e poco attuale.

Di sicuro una delle considerazioni alla base del libro ha il pregio di spingere, comunque la si pensi, ad una riflessione fondamentale: uno stato può dirsi in fallimento nel momento in cui, per tutelare i propri cittadini e il loro futuro, smette di pagare interessi agli speculatori internazionali o quando, al contrario, per pagarli taglia le spese per la scuola pubblica e la ricerca, chiude ospedali e teatri e non riesce a dare lavoro ai giovani?