La donna dei fiori di carta

La donna dei fiori di carta - Longanesi
La donna dei fiori di carta – Longanesi

Non è solo un noir. Ne “La donna dei fiori di carta” si sovrappongono tanti generi letterari, uno per ogni storia raccontata e per ogni personaggio descritto. Lungo il filo delle parole dei protagonisti si trova il racconto di un viaggio e quello sulla ricerca e sulla conquista dell’amore. E’ tratteggiato il contesto sanguinoso e tragico delle trincee durante la prima guerra mondiale, ma non è un romanzo di guerra. C’è un mistero da risolvere e un affascinante personaggio seduto a fumare sul ponte del Titanic che affonda a cui dare un nome, ma non è un thriller (genere in cui, peraltro, Donato Carrisi eccelle). Ma ogni storia raccontata – e ogni genere affrontato – sembra incompiuta. La sensazione che manchi una frase, un passaggio, una battuta per completare lo sviluppo o concludere ogni intreccio colpisce dall’inizio alla fine. Lo stesso autore – nella nota conclusiva – racconta di come, prima di prendere questa forma, “La donna dei fiori di carta” sia stato un soggetto cinematografico e un monologo teatrale. Probabilmente la vera natura di questo libro è proprio quella descritta nelle sue pagine, quella di una storia nata per essere ascoltata, non letta.

LDAPOST della domenica #4. Il piede giusto: Livorno-Roma 0-2.

Dopo 6 anni la Roma ha vinto la prima giornata di campionato. E l’ha vinta bene. Contro la squadra più scarsa del campionato. Certo, la trasferta a Livorno è sempre tosta per l’ambiente teso ma i giocatori messi in campo da Nicola si sono rivelati subito tecnicamente ignobili. Ora – con tutto il rispetto – se il leader del centrocampo è Leandro Greco a cosa si può ambire? Al massimo a una retrocessione dignitosa cercando di evitare di battere il record negativo di punti del Lecce 93/94. Obiettivo per cui, invece, il Livorno mi sembra abilmente costruito. Quello del record negativo intendo..

Era comunque importante, proprio visto l’ignobile livello tecnico dell’avversario, partire con una vittoria. E’ stato bello che a firmarla siano stati quelli di due romani, De Rossi e Florenzi. E’ stato anche positivo l’atteggiamento dei nuovi (Maicon e Benatia visto che De Sanctis non è mai stato impegnato seriamente). Mi è piaciuta anche la scelta tattica, un 4-3-3 molto poco zemaniano e molto spallettiano, con Borriello punta centrale e Totti a svariare consentendo ai centrocampisti di fare movimento provando inserimenti centrali e favorendo le sovrapposizioni dei terzini. Questi ultimi sicuramente più in palla dei pallidi interpreti del ruolo degli ultimi due anni.

Tutto un altro dscorso invece va fatto per l’attacco. Sembrava incredibile solo pensarlo qualche settimana fa (neanche troppe, basta arrivare a ferragosto..) ma il reparto ha dei deficit imbarazzanti. Ruota (ovviamente, e ci mancherebbe altro!!) intorno a Totti, ma non c’è un centravanti da almeno 15/20 goal (Borriello non può esserlo e Destro è un punto interrogativo). Si sta mandando via un esterno/seconda punta che la stagione scorsa ha fatto 15 goal senza rigori. Non ci sono esterni di ruolo, a parte Gervinho. Che comunque viene da un periodo all’Arsenal più ricca di ombre che di luci. In quest’ultima settimana di mercato, quindi, dovrebbero arrivare almeno due titolari nel ruolo. Altrimenti il tridente finto (con i centrocampisti sugli esterni) dovrà diventare una costante. Con Florenzi, Gervinho, Pjanic ed eventualmente Strootman dietro la punta. Non è detto che sia un male, a patto che Totti riesca a garantire, da centravanti, una stagione eccellente anche dal punto di vista realizzativo. Insomma, siamo partiti col piede giusto, ma dobbiamo garantirici ancora i piedi giusti!

Volevo solo pedalare un po’…

Approfittando della mattinata libera, e della notizia della riapertura del tratto di pista ciclabile di via Pian due Torri, martedì ho deciso di fare una passeggiata in bicicletta. Per godermi, a ritmo lento e con un caldo moderato, la zona della Magliana (un pezzo di citta’ che frequento poco, anche se vicinissima al quartiere in cui sono nato) fino alla campagna di Tor di Valle.

Era un po’ di tempo che non utilizzavo questo tratto di ciclabile. Avevo l’abitudine di sfruttare il tratto pianeggiante di Riva di Pian due Torri quando ho iniziato a correre, nel 2006, per fare le prime ripetute ad un ritmo che all’epoca ritenevo forsennato. Ho smesso di andarci con il sensibile aumento dei carrelli zeppi di ferraglia e vecchi elettrodomestici  fatti sfrecciare lungo la pista dai rom accampati sotto il viadotto ad una velocità nettamente superiore alle mie doti di podista.

Che poi, in questi giorni muoversi in bicicletta a Roma e’ una pacchia. Poche macchine, pochissimo traffico, un senso di tranquillità e persino di spensieratezza che conquisterebbe anche il piu incallito detrattore delle due ruote a pedali. Insomma, le condizioni ideali  per riappropriarmi  di un pezzo di città che, qualche volta, sfioro solamente con la macchina.

Lo spettacolo a cui mi sono trovato ad assistere e’ stato incredibilmente desolante. Mi ha rattristato, oltre che fatto incazzare. Aree di sosta fatiscenti, sporcizia, vetri, buche, recinzioni divelte. Oltre al ben noto accampamento di rom e al traffico di carrelli – di cui sopra – degno del Raccordo Anulare in pieno orario di punta.

Spontaneamente ho preso il telefono e fatto qualche foto (mi scuso in anticipo per la scarsa qualita’ di alcune immagini). Mi dispiace non aver avuto la prontezza di riflessi per fotografare i due motorini (!!!!) che mi hanno sorpassato subito dopo l’ippodromo di Tor di Valle (…e io che mi ostino a sudare sui pedali…).

Ecco il link dove, chi vuole condividere la mia esperienza, può trovarle: http://www.flickr.com/photos/100614329@N06/sets/72157635178067964/ 

IO credo fermamente che le pedonalizzazioni e, contemporaneamente, lo sviluppo della ciclabilita’ siano il modo migliore per decongestionare il traffico e migliorare la qualità della vita di giovani e anziani, facendo in modo che un numero sempre maggiore di persone abbia la possibilita di spostarsi o semplicemente passeggiare in sicurezza.

Su questo tema le parole del sindaco Marino sono inequivocabili: Non possiamo pretendere che più persone si spostino in bici se non rendiamo le ciclabili sicure per questo la questione ciclabilità è uno dei temi all’attenzione dell’assessore Improta. (http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/08/21/news/marino_pedonalizzeremo_la_periferia_la_citt_non_solo_centro_storico-65057894/). Trovo fondamentale la presa di coscienza che la questione sicurezza sia centrale in tanti ambiti di intervento dell’Amministrazione, e che il suo ruolo non sia mai subordinato ad altri temi e ad altri interessi.  Si intervenga, allora. In breve tempo e con decisione. Passando, senza paure, dalle parole ai fatti.

La verità sul caso Harry Quebert

La verità sul caso Harry Quebert è, tutto sommato, un buon libro.

La verità sul caso Harry Quebert - Bompiani
La verità sul caso Harry Quebert – Bompiani

Non è un capolavoro, ma è un giallo ben impostato e ben sviluppato con tutte le caratteristiche dei thriller di successo. I personaggi sono tratteggiati con cura e, almeno quelli principali, in continua evoluzione – sia positiva che negativa – nel corso della storia. L’importanza del contesto sociale, la provincia americana, e delle sue dinamiche (tra il 1975 all’elezione di Obama del 2008) cresce nel corso della trama fino a diventarne elemento determinante. La tragica storia d’amore al centro della vicenda, quella tra il trentaquattrenne Harry Quebert e la quindicenne Nola Kellergan è raccontata secondo punti di vista diversi che si allontanano e riavvicinano progressivamente l’uno all’altro in un crescendo di colpi di scena imprevedibili ma al tempo stesso ben inseriti nella narrazione.

I passaggi a vuoto, però, ci sono. Sicuramente ha qualche pagina di troppo (770..). Qualche insistenza su particolari eccessivamente “giovanilistici” risulta eccessiva ma l’autore, Joel Dicker, è del 1985! Alcuni dei personaggi, piu’ o meno secondari sembrano caricature da serie tv, carichi di stereotipi e tratteggiati con una superficialità che stride con l’accuratezza usata per gli altri. Sembrano trovare spazio nella storia come se dovessero riempire qualche pagina prevista ma rimasta in bianco…ma per fortuna non stemperano la tensione creata dall’evoluzione della trama.

Insomma, un libro avvincente al punto giusto anche se imperfetto. Un’ottima lettura estiva, che consiglio. Con la speranza che l’autore sappia fermarsi e non ne faccia una serie, risparmiandoci “la seconda grande indagine di Marcus Goldman”.

LDAPOST della domenica #3 – chi ci guadagna?

Domenica 18 Agosto. Domenica di Supercoppa. Ma anche di Superscoppola. Se la scorsa stagione avesse avuto un epilogo normale ci si potrebbe stare una vita su questo gioco di parole. E invece no.  Comunque mai ‘na gioia. E’ scontato, ormai. E quindi, con il primo Maalox dell’annata 2013/2014 – perchè c’è un limite a tutto e la Juve a Trigoria è stato l’ennesimo sfregio – dichiaro chiuso l’argomento “primo trofeo stagionale”.

Nel frattempo. Osvaldo ceduto al Southampton per 15 milioni di euro (piu’ bonus, ovviamente…). Adesso va trovato un sostituto: un attaccante da almeno 15 goal a stagione. Non e’ facile in generale, figuriamoci alla fine del mercato. In piu’, Baldini – ripreso un po’ di vigore dopo essere tornato nella salubre Londra- vuole far diventare Lamela protagonista del Progetto Spurs. Offerta secca 35 milioni di euro cash. Se fosse vero, sarebbe tanta roba. Secondo i giornali Baldissoni e Sabatini starebbero “riflettendo” sull’offerta dell’amico Franco. Me le immagino, le “riflessioni”..In questo caso sarebbero due gli attaccanti da almeno 15 goal a stagione da comprare. Sempre alla fine del mercato. Che bella mossa. Mi chiedo chi ci guadagni. ‘a bbanca (la doppia b e’ rafforzativa)? Puo’ darsi. L’americani? Forse. Baldissoni e Sabatini? …

L’unica a non guadagnarci, mi sembra evidente, e’ la Roma.

appunti sparsi, in ordine sparso.