I muscoli del Capitano. Roma-Barcellona 3-0.

 

Guarda i muscoli del Capitano, tutti di plastica e di metano,
guardalo nella notte che viene, quanto sangue nelle vene.
Il Capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero fuma la pipa,
in questa alba fresca e scura, che rassomiglia un po’ alla vita…

[Francesco De Gregori, I muscoli del capitano, “Titanic”, 1982]

Cartagine, la grande nemica di Roma – Sabato 14 Aprile 2018, Museo Civico Archeologico di Anzio.

Con gli amici Luca Pavone e Francesca Ribacchi per parlare di Roma e Cartagine. Del sogno di Annibale, dell’inossidabile fiducia nella Repubblica dei romani, dell’incontro tra il generale cartaginese e Scipione.

Sabato 14 Aprile 2018, al Museo Civico Archeologico di Anzio!

Orario: 16

Indirizzo: via di Villa Adele, 2, Anzio.

Lo Sguardo di Annibale, Lorenzo Dell'Aquila, Edizioni Efesto

Apertura, chiusura o bluff?

Primo giro di consultazioni.

Mattarella: “Nessuna intesa, serve tempo”.

I due interlocutori indicati dal M5s per l’eventuale formazione di un governo con Di mio premier sono la Lega o il Pd. Cioè due visioni diametralmente opposte del paese, dell’Europa, del futuro. Bizzarro, sicuramente. Non scandaloso. Cercare – e creare – una maggioranza in parlamento è il cardine della nostra forma di governo (che poi negli ultimi 5 anni il M5s sulla questione la pensasse molto diversamente è un dato di fatto, ma magari è un buon segno…).

Comunque. Al netto delle considerazioni personali (le mie, che al momento confermo, sono QUI), credo che non sarebbe affatto scandaloso se nel Partito Democratico si ragionasse apertamente e concretamente sulla possibilità di appoggiare il M5s condividendo un programma di governo fatto di alcuni (non troppi, possibilmente) punti specifici. Così da poter “toccare palla” su questioni in cui l’alternativa deriva fascio-leghista sarebbe drammatica, anziché rimanere al centro di uno scatenato “torello”.

Questo sarebbe lo scenario ideale. Poi, però, c’è la realtà. Che suggerisce qualche interrogativo in più.

Il risultato elettorale del Partito Democratico quanto consentirebbe di orientare l’operato del governo? Della serie: quanto conterebbe e/o quanto sarebbe in grado di contare il Pd nelle scelte “pesanti” (economia, politica esterna, diritti)?

Il Partito Democratico ha, in questo momento, la forza politica per non rimanere vittima della sua stessa (eventuale) fermezza? Della serie: quando la Casaleggio & Associati gli addosserà la colpa di un insuccesso o di un’eventuale crisi di governo, il Pd avrà la forza politica per “combattere”?

Il Partito Democratico ha espresso una classe dirigente dalla schiena tanto dritta da far cadere il governo alla prima “sbandata” fascio-populista del M5s?

Tutto sembra indicare la strada dell’opposizione.

Però.

Se la strategia del M5s, con i continui cambiamenti di opinione e di tono, con la continua alternanza di aperture e chiusure, fosse quella di obbligare il Partito Democratico a scegliere “l’Aventino”? Se l’obiettivo fosse “l’estinzione” del Pd, affinché la prossima (non lontanissima) tornata elettorale diventi un ballottaggio tra M5s e centrodestra? Se fosse quello di eliminare dal gioco il Pd in vista della mano decisiva, non varrebbe forse la pena vederlo il bluff?

Nessuno siamo perfetti. Gli incubi del creatore dell’indagatore dell’incubo.

nessuno siamo perfetti documentario tiziano sclaviHo visto (ammetto: casualmente, è del 2014) il documentario di Giancarlo Soldi “Nessuno siamo perfetti”, una lunga intervista a Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog.

L’indagatore dell’incubo può essere considerato a tutti gli effetti un’icona degli anni ’90. Immagino che molti, come me, che in quegli anni ne aspettavo trepidante le tre uscite mensili – l’inedito, la ristampa e la seconda ristampa, affinché i lettori più “giovani” (non per forza d’età) potessero completare la raccolta – se ne siano resi conto solo facendo i conti con gli scaffali della libreria satura di albi. Magari in occasione del primo trasloco, e della decisione da prendere sul destino di tutta quella carta. Decisione che inevitabilmente sarebbe stata quella di conservarli. D’altra parte, chi getterebbe nella spazzatura i propri anni perfettamente scanditi mese per mese, albo per albo, personaggio per personaggio, incubo per incubo…

dylan dog alba dei morti viventi fumetti tiziano sclaviL’alba dei morti viventi, omaggio agli affamati (e non cannibali, la differenza è sostanziale) zombie di Romero, I conigli rosa uccidono, tanto splatter da far ridere o Johnny Freak, commovente da far piangere. L’ispettore Bloch, il tonto agente Jenkins, Morgana, Xabaras. E le surreali (per me divertentissime) battute dell’assistente Groucho.

Il documentario racconta molto del mondo di Dylan Dog e tantissimo di quello del suo creatore, attraverso un continuo scambio di dolori, di crisi, di sofferenze. E’ lo stesso Sclavi a svelare, con la semplicità delle sue frasi, dei suoi gesti, dei suoi silenzi, quali e quanti incubi muovessero le fila di quelli che, mensilmente, finivano in edicola.

L’infanzia e la prima adolescenza in un paesino di Pavia, dove “ci si fermava a guardare passare una macchina”. Il rapporto conflittuale con la madre. L’alcolismo, le crisi depressive, la solitudine vissuta come condizione ineluttabile. “Il tempo speso a cucinare è tempo perso. Mangio solo un pezzo di formaggio, e un pezzo di pane. Una volta al giorno.” Parola dopo parola, il ritratto di Sclavi è quello di un grande artista carnefice di se stesso. Che ha scelto il silenzio artistico per proteggersi dalla sua sensibilità, dalla sua creatività, dal suo sentire “maudit”. Il documentario ci immerge in quel silenzio, in attesa di qualcosa che, allo stesso tempo, si rimanda. In tutto il tormento che ha riempito le tavole di centinaia di storie. Giuda ballerino!

Partito: sostantivo maschile, «ciò che è diviso, parte».

Nel linguaggio politico, con il termine partito si indica un’associazione volontaria di un numero più o meno grande di cittadini, con una propria struttura organizzativa, costituita sulla base di una comune ideologia politico-sociale, e avente come obiettivo la realizzazione di un determinato programma, attraverso la partecipazione alla direzione del potere o attraverso la pressione e l’influenza nel governo e nello stato. Può costituire una connotazione generica (partito moderato, conservatore, radicale, monarchico, repubblicano) oppure indicare precisi gruppi politici (partito comunista, democristiano, socialista, ecc.).
Domenica 4 marzo il Partito Democratico è stato l’unico soggetto politico di rilievo a presentarsi sulla scheda elettorale con questo nome. Non movimento, non lega, non popolo, non lista. Partito. Sostantivo maschile derivato di partire, «dividere». Propriamente «ciò che è diviso, parte».
Parte di qualcosa, elemento in cui un intero è diviso o può essere diviso. Parte che, con altre parti, forma un tutto. Ma anche frazione dell’intero, quantità minore che si toglie dal tutto o che dal tutto si considera isolata. Ecco, io ritengo che quando di un tutto non si condividono contenuti, obiettivi e proposte, sia possibile essere “parte” solo non facendone parte.
La politica, caro Partito Democratico, non è sempre una questione di responsabilità. A volte è una semplice questione di etimologia.

appunti sparsi, in ordine sparso.