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Marzo 2017.

Francesco Hayez, La Meditazione o L’Italia del 1848.

Una giovane donna, bellissima, dai capelli corvini. Col seno semiscoperto e il volto nascosto da un velo d’ombra. Le mani stringono la croce del martirio risorgimentale. Lo sguardo, infelice ma al tempo stesso fiero e deciso, invita a condividere il dolore per il naufragio delle speranze d’indipendenza. Stimolando empatia in chi lo incrocia, non compassione.

L’Italia del marzo 1848. O la Roma del marzo 2017.

Juventus-Roma 1-0. Anche Stavolta.

Anche stavolta è stato decisivo l’approccio. La Juve arrembante e fisicamente straripante, la Roma contratta e impaurita.

Anche stavolta sono stati decisivi gli uomini. I giallorossi fragili, incerti e spaesati. I bianconeri incontenibili e tambureggianti.

Anche stavolta sono stati decisivi i primi venti minuti. Noi affannati nella ricerca di una spiegazione pseudo-razionale circa la presenza di Gerson sulla fascia destra. Loro bullescamente intenti ad esaltare il tridente Orsato-Mandzukic-Higuain.

Poi, calato il primo, li abbiamo contenuti. E abbiamo finito quasi all’arrembaggio.

Ma, anche stavolta, non è bastato.

P.s. Per carità, io Spalletti lo adoro. Ma a volte, nel calcio come nella vita, per evitare colossali figure da fregnone basterebbe studiare la storia. E la storia degli abomini tattici dice che un centrocampista brasiliano lento e impacciato, mortificato sulla fascia destra in una partita decisiva l’avevamo già visto il 19 Marzo del 2002. E, porcaccia zozza, non era andata bene.

Marcos Assuncao Roma-Liverpool

3 pensierini veloci di fine stagione.

1) Higuain ha battuto il record di Nordahl. La Roma è il miglior attacco della Serie A (nonostante Dzeko). Il campionato, però, lo ha vinto la squadra con la miglior difesa. Come sempre.

2) Pjanic, Nainggolan, Strootman (#DajeKevin) e De Rossi, formano un centrocampo mostruoso. Fatecelo godere un po’. Quantomeno come risarcimento per averci fatto vede’ Greco, Simplicio, Gago e Tachtsidis.

3) In 5 mesi Spalletti ha dimostrato come gli allenamenti, la tattica, l’addestramento, la preparazione delle partite e l’applicazione contino in molti casi più del nome e del numero sulla maglia, in qualche altro caso almeno quanto il nome e il numero sulla maglia. Ma anche come gli allenamenti, la tattica, l’addestramento, la preparazione delle partite e l’applicazione giovino a tutti i nomi, a tutti i numeri, e a tutte le maglie. E non è poco.

Ergo, con la sobrietà di sempre, dateme un terzo centrale coi fiocchi (Benatia, se ce scappa), un terzino destro titolare, non toccate il centrocampo, e s’abbracciamo.