Archivi tag: Serie A

Fiorentina-Roma 1-2. Fischi, fischietti e fischioni.

Secondo il “Galateo” i fischi sono un inequivocabile segno di maleducazione. Ma al richiamo del “fischio” abbiamo ceduto tutti, almeno una volta. O perlomeno c’abbiamo provato tutti. A qualcuno infatti fischiare riesce bene. Fischi forti, decisi, perentori. Ad altri invece i fischi escono a stento. Sfiati, più che altro. 

Fischiano senza pietà i melomani dopo la stecca di un tenore. Fischiano le navi per segnalare una manovra. Ci sono fischi celebri nel calcio, come quello “ a due dita” del Trap prima maniera. Ci sono fischi “musicali” indimenticabili, De Andrè ne “Il pescatore” o Modugno in “Vecchio Frack”. Ci sono addirittura alcuni casi di “lingue fischiate”, in cui fischi di vario genere sostituiscono la lingua parlata. 

Ecco cos’è stata Fiorentina-Roma, la sublimazione del fischio. 

I fischi dell’arbitro. Che dovrebbero trasmettere autorevolezza, fermezza e rigore. E invece, con in campo Orsato di Schi[f]o risultano essere solo sottolineature approssimative e caotiche di una incontrollabile isteria. Parafrasando, so’ tutti fischi “a cazzo di cane”. I fischietti distribuiti in tribuna, per contestare Salah. Per insultarlo, per togliergli fiducia e tranquillità, per destabilizzarlo. Non male come performance musicale. Magari un po’ corta, perché dopo sei minuti i fischietti erano stati già tutti riposti. Dove? Lasciamolo all’immaginazione.

E i fischioni. Due. Che potevano essere anche tre. Nonostante i fischi, e i fischietti.

Roma-Empoli 3-1. Equilibrio..

Equilibrio ci vorrebbe. Equilibrio.

Che in due settimane di Nazionale, di Conte e di Tavecchio, l’Empoli diventa lo United di Ferguson. O il Barcellona di Guardiola. E Skorupski diventa Peruzzi, Paredes diventa Iniesta, Maccarone diventa Rooney e Giampaolo (sì, Giampaolo) diventa Van Gaal.

Equilibrio ci vorrebbe. Equilibrio.

Che alla prima palla appoggiata da Gervinho tra le braccia di Skorupski la Roma torna la Roma, e l’Empoli torna l’Empoli. Ealloracchecazzofai, chiudi il primo tempo 0-0 coll’Empoli?

Equilibrio ci vorrebbe. Equilibrio.

Che Pjanic, De Rossi, Salah, e pensamo tutti a martedì.

Equilibrio ci vorrebbe. Equilibrio.

Che è stata ‘na papera di Szczesny, altrochè. Ealloratepareva. Ealloraèsemprecosì. Ealloraguardacomevaafinì.

Equilibrio ci vorrebbe. Equilibrio.

Ma non lo dico a Garcia. Lo dico a me.

Roma-Carpi 5-1. Una partita che dice poco. Per quanto…

Valanga di goal a parte, quella col Carpi è una partita che dice poco.

Dice che il goal di Manolas è la logica conseguenza di quando, sulle respinte da calcio d’angolo, c’è reattività nel recuperare la palla e nel provare la conclusione da fuori. E non la sonnolenza di domenica scorsa.

Dice che per carità, io me lamento di De Sanctis, ma la respinta di Brkic sul goal di Gervinho è il segno che tra i pali in Serie A di serrande sfasciate ne girano…

Dice che il goal di Borriello non era manco quotato, e la prima azione con cui lo ha sfiorato lo annunciava come la ricevuta della raccomandata quando sai che te deve arriva ‘na multa.

Dice che il palo di Gervinho è un sussulto d’orgoglio del Dio del Calcio. Perché va bene il goal, va bene la buona partita, ma che ca**o  l’azione personale e il tocco sotto so’ roba da attaccanti veri. E te sei Gervinho.

Bella la goleada, bella la vittoria, bello il rigore parato, bello tutto. Ma certo che il Carpi è davvero poca cosa. Per vincere, e soprattutto per convincere, ci vuole altro ancora. Continuità, prestazioni e risultati. Questa, quindi, è una partita che dice poco.

Per quanto, a ben vedere, un dato positivo c’è. Abbiamo battuto Frosinone, Carpi e Juventus. E, si sa, gli scudetti si vincono con le piccole.