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LDAPOST della domenica #6 – Ogni maledetta sosta.

Giocano le nazionali. Ci sono gli Azzurri. C’è da conquistare la qualificazione al Mondiale in Brasile. Abbiamo strappato la vittoria contro la Bulgaria grazie a uno straordinario Buffon e dobbiamo andare all’assalto della Repubblica Ceca per raggiungere Brasil2014.

Si vabbè, sticazzi.

La sosta per la nazionale non ha nulla di sportivo, nulla di interessante, nulla di esaltante. E’ una cattiveria, una crudeltà. La sosta per la nazionale è un’accanimento bello e buono sulla passione del tifoso.

Almeno, va detto, i cervelloni che organizzano date e calendari c’hanno risparmiato quell’orgasmo interrotto rappresentato dalla pausa-nazionali dopo la prima giornata di campionato. Che poi, negli ultimi anni, la nazionale era solo un’immagine pallida e sfocata sullo sfondo di polemiche, incazzature e delusioni visto che la Roma, di esordio, non ne imbroccava uno.

Stavolta invece le due vittorie iniziali hanno trasformato la sosta in una crudele seduta di psicoterapia. Le repliche dei goal, la classifica di televideo, le pagine internet di Corriere e Gazzetta, le statistiche per il Fantacalcio, i servizi di SkySport, non fanno altro che instillare la tentazione di declinare una tabella di pronostici trionfali per i prossimi turni, un’abitudine così menagrama e dannosa a cui solo una psiche forte può resistere e a cui solo i caratteri più coraggiosi sanno sottrarsi. Così per qualcuno non rimane che chiedere aiuto alla modernità, attaccarsi a Fox Sports e accanirsi sulle repliche della Eredivisie. Per qualcun altro (per me) non rimane che aggrapparsi a inequivocabili gesti scaramantici ogni volta che sciagurati commentatori parlano di Garcia come di Capello, di Florenzi come di Tommasi e di Benatia come Samuel. Per tacer di Gervinho, ovviamente. Perché almeno nella pausa, il maalox vorrei risparmiarmelo.

LDAPOST della domenica #5. S’é invecchiato? – Roma-Verona 3-0.

S’é invecchiato. Francesco Totti, dico. S’é invecchiato. Me ne sono reso conto di botto, da un’inquadratura di Sky – dopo l’entrata assassina subita da Jankovic pochi istanti prima della fine del primo tempo – che metteva in risalto le piccole rughe intorno agli occhi.

“Ma come, s’è invecchiato?”. Pensavo questo mentre la Roma era inchiodata sullo 0-0 dal Verona, nonostante percentuali bulgare di possesso palla e una serie di occasioni da goal che nel vortice di inserimenti e sovrapposizioni orditi da Mister Garcia erano state tutte buttate alle ortiche, coerentemente con quanto fatto durante il proyecto asturiano e il disastro boemo.

“Ma come, s’è invecchiato?”. Pensavo questo e contemporaneamente mi rendevo conto di come, accanto a lui, tutto fosse uguale. Intorno a lui si muovono sempre almeno due giocatori pronti a vanificare in modo ridicolo ogni sua invenzione. Ogni sua delizia. E infatti eccoli, Florenzi e Gervinho affannarsi a correre, sbuffare, contrastare, rimpallare, lisciare e sprecare. Eccoli, il nuovo Lima e il nuovo Perrotta, pronti a gettarsi su ogni verticalizzazione e, soli davanti a un portiere già arreso, trovare sempre il modo piu’ spettacolare per sprecare ogni chance.

Mentre i miei pensieri di tifoso sprofondavano – con la costanza delle ultime due stagioni – in intellettualoidi reminiscenze letterarie verso un pessimismo cosmico di leopardiana memoria, qualcosa nell’aria, e nel cielo, cambiava. Il sole d’agosto lasciava spazio al primo leggero venticello di settembre. L’avvicinarsi della sera ricaricava voglia, polmoni e speranze. Anche in campo, evidentemente.

E Strootman dopo aver riconquistato praticamente da terra un pallone perso, lo appoggiava al Capitano che – ad occhi chiusi come sempre – apriva su Maicon. 1-0.

Pjanic scucchiaiava  da 30 metri a fil di traversa. 2-0.

Ljajic partiva in serpentina e sparava una botta all’angolo alla destra del portiere. 3-0.

Con l’equilibrio che mi contraddistingue al pessimismo cosmico sostituivo l’ardore risorgimentale. Nonostante Gervinho, nonostante Florenzi e grazie al Capitano. A cui, diciamoci la verità, le rughe sugli occhi donano il piglio del condottiero di mille battaglie.

PS. È vero, la Roma ha iniziato il campionato in discesa, contro due neopromosse. E altrettanto vero che, negli anni scorsi, con le neopromosse, c’abbiamo perso.

LDAPOST della domenica #4. Il piede giusto: Livorno-Roma 0-2.

Dopo 6 anni la Roma ha vinto la prima giornata di campionato. E l’ha vinta bene. Contro la squadra più scarsa del campionato. Certo, la trasferta a Livorno è sempre tosta per l’ambiente teso ma i giocatori messi in campo da Nicola si sono rivelati subito tecnicamente ignobili. Ora – con tutto il rispetto – se il leader del centrocampo è Leandro Greco a cosa si può ambire? Al massimo a una retrocessione dignitosa cercando di evitare di battere il record negativo di punti del Lecce 93/94. Obiettivo per cui, invece, il Livorno mi sembra abilmente costruito. Quello del record negativo intendo..

Era comunque importante, proprio visto l’ignobile livello tecnico dell’avversario, partire con una vittoria. E’ stato bello che a firmarla siano stati quelli di due romani, De Rossi e Florenzi. E’ stato anche positivo l’atteggiamento dei nuovi (Maicon e Benatia visto che De Sanctis non è mai stato impegnato seriamente). Mi è piaciuta anche la scelta tattica, un 4-3-3 molto poco zemaniano e molto spallettiano, con Borriello punta centrale e Totti a svariare consentendo ai centrocampisti di fare movimento provando inserimenti centrali e favorendo le sovrapposizioni dei terzini. Questi ultimi sicuramente più in palla dei pallidi interpreti del ruolo degli ultimi due anni.

Tutto un altro dscorso invece va fatto per l’attacco. Sembrava incredibile solo pensarlo qualche settimana fa (neanche troppe, basta arrivare a ferragosto..) ma il reparto ha dei deficit imbarazzanti. Ruota (ovviamente, e ci mancherebbe altro!!) intorno a Totti, ma non c’è un centravanti da almeno 15/20 goal (Borriello non può esserlo e Destro è un punto interrogativo). Si sta mandando via un esterno/seconda punta che la stagione scorsa ha fatto 15 goal senza rigori. Non ci sono esterni di ruolo, a parte Gervinho. Che comunque viene da un periodo all’Arsenal più ricca di ombre che di luci. In quest’ultima settimana di mercato, quindi, dovrebbero arrivare almeno due titolari nel ruolo. Altrimenti il tridente finto (con i centrocampisti sugli esterni) dovrà diventare una costante. Con Florenzi, Gervinho, Pjanic ed eventualmente Strootman dietro la punta. Non è detto che sia un male, a patto che Totti riesca a garantire, da centravanti, una stagione eccellente anche dal punto di vista realizzativo. Insomma, siamo partiti col piede giusto, ma dobbiamo garantirici ancora i piedi giusti!

LDAPOST della domenica #3 – chi ci guadagna?

Domenica 18 Agosto. Domenica di Supercoppa. Ma anche di Superscoppola. Se la scorsa stagione avesse avuto un epilogo normale ci si potrebbe stare una vita su questo gioco di parole. E invece no.  Comunque mai ‘na gioia. E’ scontato, ormai. E quindi, con il primo Maalox dell’annata 2013/2014 – perchè c’è un limite a tutto e la Juve a Trigoria è stato l’ennesimo sfregio – dichiaro chiuso l’argomento “primo trofeo stagionale”.

Nel frattempo. Osvaldo ceduto al Southampton per 15 milioni di euro (piu’ bonus, ovviamente…). Adesso va trovato un sostituto: un attaccante da almeno 15 goal a stagione. Non e’ facile in generale, figuriamoci alla fine del mercato. In piu’, Baldini – ripreso un po’ di vigore dopo essere tornato nella salubre Londra- vuole far diventare Lamela protagonista del Progetto Spurs. Offerta secca 35 milioni di euro cash. Se fosse vero, sarebbe tanta roba. Secondo i giornali Baldissoni e Sabatini starebbero “riflettendo” sull’offerta dell’amico Franco. Me le immagino, le “riflessioni”..In questo caso sarebbero due gli attaccanti da almeno 15 goal a stagione da comprare. Sempre alla fine del mercato. Che bella mossa. Mi chiedo chi ci guadagni. ‘a bbanca (la doppia b e’ rafforzativa)? Puo’ darsi. L’americani? Forse. Baldissoni e Sabatini? …

L’unica a non guadagnarci, mi sembra evidente, e’ la Roma.

LDAPOST della domenica #2 – un inizio maleducato.

Agosto. Roma. Giornate di sole a 40° e umidità al 99%. Il ventilatore al massimo fa un rumore tipo elicottero in fase di decollo. Il disturbo congenito da assenza di calcio giocato raggiunge livelli di guardia. E sì, lo so che è iniziata la Ligue1 e tutto sommato Paris Saint Germain-Montpellier è stata una bella partita. E sì, lo so che c’è pure la Bundesliga e il Bayern di Guardiola e il Borussia di Klopp promettono spettacolo. E sì, lo so che c’è la Premier e chissà che farà il Manchester senza Ferguson*..

Il fatto – diciamoci la verità – è che trovo profondamente maleducato che il campionato italiano inizi a fine agosto, lasciandomi (lasciandoci)i per 2 mesi in balia dell’ennesimo calciomercato dove la Roma made in USA recita alla perfezione la parte della prima Inter dell’era Moratti: un tourbillon di giocatori, allenatori, progetti, speranze e delusioni cocenti che ha la meglio su qualsiasi cura omeopatica e si contrasta a stento col lorazepam. E a nulla serve la Supercoppa (trofeo che peraltro mi ha sempre suscitato simpatia, credo per via del nome “Supercoppa”…mi ricorda i gelati degli anni 80). Juve-Lazio: cioè garanzia della prima gastrite stagionale vada come vada. Perché si ha un bel dire “non me ne frega niente”, “è un trofeo fatto solo per le televisioni”, “è una partita secca non conta niente”. Si, col cazzo.

Comunque guardiamo avanti, con il trascinante ottimismo e l’irresistibile entusiasmo che la trimurti Sabatini-Baldissoni-Fenucci ispira ad ogni piè sospinto. Che si tratti di un acquisto, una cessione, una trattativa o un tuffo in piscina con tutti i vestiti poco importa. Guardiamo avanti e aspettiamo il 25 agosto. Livorno-Roma. Ricordi nefasti, tanto per gradire.