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LDAPOST a ritmo di samba. #Brasil2014 – giornate 7, 8 e 9

BELGIO-ALGERIA 2-1. Sarà il debutto, sarà l’ansia da prestazione, sarà il peso di essere considerata la squadra rivelazione ancor prima di giocare, ma per la prima parte della partita il Belgio sembra la Roma di Luis Enrique. Quella del “vorrei tanto” ma “non posso proprio”. Passaggi tanti, velocità poca, prevedibilità molta. Poi, di colpo, no. E, essenzialmente, quel “di colpo” può essere identificato con l’ingresso di Mertens, a cui solo fini strateghi come Wilmots e Benitez non riservano stabilmente un posto da titolare.

RUSSIA-COREA DEL SUD 1-1. Rieccolo, Don Fabio Capello. Profilo granitico, mascella volitiva, sguardo fiero, concreto e determinato come sempre. Con al fianco, come sempre, il fido scudiero Panucci. E come (quasi) sempre, portiere di merda tra i pali.

URUGUAY-INGHILTERRA 2-1. L’Uruguay è una mina vagante. Ha un centrocampo da brividi (faccio fatica a considerare una seria candidata alla vittoria finale una squadra che affida la manovra a Arevalo Rios o Gargano) e un attacco eccellente. Suarez è fortissimo. Ma è tanto forte quanto insopportabile, violento e razzista. Per questo, con l’aggravante di essere un giocatore del Liverpool, con la grande sportività che al solito mi contraddistingue, lo schifo.

 

LDAPOST a ritmo di samba. #Brasil2014 – giornate 4, 5 e 6.

FRANCIA – HONDURAS 3-0. In un mondiale in cui si celebra Joel Campbell come fosse Garrincha, con Ribery la Francia sarebbe tra le favorite. Ma Ribery si è rotto. Nasri non è stato convocato. E soprattutto l’allenatore è Deschamps. Che per me è sempre questo:

Rigore Deschamps su Gautieri

COSTA D’AVORIO – GIAPPONE 2-1. Gervinho è della Roma.

ARGENTINA – BOSNIA 2-1. Lulic no.

GERMANIA – PORTOGALLO 4-0. La Merkel pretende rigore, e lo ottiene. Per la precisione al 12′ del primo tempo [è banale e trita e ritrita – lo so – ma non ho resistito]. Muller schianta il Portogallo con una facilità imbarazzante. La Germania ha tecnica, fisico e organizzazione. E hanno le facce cattive. Segnano e quasi non esultano. Non ridono mai. Per me sono i più compatti, la squadra più “squadra”. Ma poi, di solito, arriviamo noi…

 

LDAPOST a ritmo di samba. #Brasil2014 – giornata 3: Italia-Inghilterra 2-1.

Il debutto.

Il morale è alto, il divano è pronto, le birre sono ghiacciate.

L’orario è improbo, il tasso di umidità previsto sul campo fa sudare pure davanti al televisore.

La formazione lascia perplessi. Infatti “Pronti, via!” e la difesa fa ridere. Chiellini terzino sinistro è un abominio tattico, Paletta è un abominio tricologico. Per una nazionale che ha sempre fondato i risultati migliori sulla tenuta difensiva, come inizio non c’è male.

Il centrocampo con il doppio regista è di una lentezza esasperante, oltre che assolutamente inutile se non si prevedono esterni da mandare in profondità (ma su questo bisogna rassegnarsi e rimettersi alle tattiche eticamente di Padre Prandelli). Le fasce sono proprietà indiscussa di Welbeck e Sturridge, Balotelli è talmente abbandonato in attacco da far sembrare la sua presenza come l’obbligata obbedienza alle ferre regole del fantacalcio. Della serie: “un attaccante almeno devo metterlo, sennò becco la riserva d’ufficio”.

Perfetto,  dunque. Lenti, impacciati e senza idee: è la nostra partita. E infatti, schema su calcio d’angolo, tiro da fuori e 1-0. Fantastico! Campioni del Mondo! Attimi meravigliosi. Attimi, proprio. Perchè bastano due minuti all’Inghilterra dell’attonito Hodgson per pareggiare.

Ma comunque a ‘sto punto è fatta. Le convinzioni di Rooney e compagni si schiantano sul più classico dei muri difensivi. Stinchi, malleoli e cosce diventano i più insormontabili degli ostacoli. Si tratta solo di cercare il modo per colpire. Scegliamo un vecchio classico: cross da destra, colpo di testa, 2-1.

Andrà come andrà, ma c’è poco da fare: il calcio è “The Italian Job”.

LDAPOST a ritmo di samba. #Brasil2014 – giornata 2.

Geniale l’idea del Camerun. Fanno schifo, e ne sono consapevoli. Perciò si presentano mascherati da Brasile, con un’improbabile maglia gialla per mandare in confusione gli arbitri. E per 60 minuti il piano sembra anche funzionare. Due gol regolari annullati e Giovani Dos Santos sull’orlo della crisi isterica. Poi, dai e dai, Peralta la butta dentro. E meno male. Sennò Prandelli stasera avrebbe ridipinto di giallo pure le facce dei giocatori.

LDAPOST a ritmo di samba, #Brasil2014.

Dunque, capisco l’occhio di riguardo verso il paese organizzatore.

E mi rendo conto anche che per l’esordio del Brasile non potesse essere previsto altro fuorché la vittoria. Perché sennò magari il resto del Paese, invece di baciare le foto di Neymar, si sarebbe reso conto che è stato organizzato (e male, peraltro) un Mondiale alla faccia – e sulla faccia – di chi si muore di fame.

Ma tenete conto che in Croazia hanno scatenato guerre per molto meno che il “rigore” su Fred.