Archivi categoria: letteratura

I miei 10 libri

Scritti di getto, senza pensarci (troppo) e in ordine sparso. Insomma, come prescritto dai social network.

1) Piloti, che gente di Enzo Ferrari.

2) L’amore del bandito di Massimo Carlotto.

3) la trilogia di Montale (Casino Totale, Chourmo, Solea) di Jean-Claude Izzo. Perchè la fine mi ha fatto piangere a dirotto.

4) la trilogia dei “nostri antenati” (il Barone Rampante, il Cavaliere Inesistente, il Visconte Dimezzato) di Italo Calvino.

5) Febbre a 90° di Nick Hornby. Letto e riletto. Quasi una volta a domenica…

6) Anche gli orsi faranno la guerra di Paolo Alberti.

7 e 8) I ragazzi della via Pal di Ferenc Molnar e La Storia Infinita di Michael Ende. Perchè tutto parte dai libri con cui si diventa grandi.

e poi…

9) Latinoamericana di Ernesto “Che” Guevara. Ebbeni sì, perchè per quanto nella vita si possa cambiare, quel libro insegna da che parte cercare il proprio cuore.

10) I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Che se non fosse una rogna al liceo, piacerebbe – sempre – a tutti.

Natale de guerra.

Sul comodino, da un po’ di tempo, ho una raccolta di poesie e sonetti di Trilussa.

Questa si intitola Natale de Guerra. E sì, certo, fine Luglio non è periodo da “poesie di Natale”. Però mi ha colpito perchè è stata composta a Roma nel 1916, pensando alle trincee della Grande Guerra, ma a pensarci bene avrebbe potuto essere scritta a Gaza, nel 2014.

Ammalappena che s’è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s’è guardato intorno.
– Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?
– Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pè compralla…
– E l’asinello mio dov’è finito?
– Trasporta la mitraja
sur campo de battaja: è requisito.
– Er bove? – Pure quello…
fu mannato ar macello.
– Ma li Re Maggi arriveno? – E’ impossibbile
perchè nun c’è la stella che li guida;
la stella nun vò uscì: poco se fida
pè paura de quarche diriggibbile…-

Er Bambinello ha chiesto: – Indove stanno
tutti li campagnoli che l’antr’anno
portaveno la robba ne la grotta?
Nun c’è neppuro un sacco de polenta,
nemmanco una frocella de ricotta…
– Fijo, li campagnoli stanno in guerra,
tutti ar campo e combatteno. La mano
che seminava er grano
e che serviva pè vangà la terra
adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente…
Guarda, laggiù, li lampi
de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi,
li quattrocentoventi
che spaccheno li campi? –

Ner dì così la Madre der Signore
s’è stretta er Fijo ar core
e s’è asciugata l’occhi cò le fasce.
Una lagrima amara pè chi nasce,
una lagrima dòrce pè chi more…

Incontri di novembre: Alice Allevi e Ellen Roth.

A novembre ho incontrato due donne, in due interessanti libri del catalogo Longanesi. Sono Alice Allevi, protagonista de “L’Allieva” di Alessia Gazzola , e la dottoressa Ellen Roth, protagonista “La Psichiatra” di Wulf  Dorn. Personaggi molto diversi, e diversissimi gli autori, con un modo opposto di tenere il lettore con il fiato sospeso.

"L'Allieva" di Alessia Gazzola. Longanesi.
“L’Allieva” di Alessia Gazzola. Longanesi.

Alice Allevi è una specializzanda in medicina legale protagonista de “L’Allieva”. Appassionata ma distratta. Con un grande intuito ma con troppo poca fiducia nelle sue capacità per servirsene. Sfortunata, nel lavoro come in amore. Sensibile al punto da non sopportare i sopralluoghi sulle scene dei crimini ma anche di appassionarsi, per una serie di coincidenze, al caso dell’omicidio della giovane Giulia ed ai morbosi rapporti che la legavano ai familiari. E nonostante un personaggio così marcatamente “anti-suspence”, l’autrice – al primo romanzo – costruisce un intreccio di vicende e rapporti tra i protagonisti in grado, allo stesso tempo, di far sorridere, immalinconire e tenere sulle spine.

"La Psichiatra", di Wulf Dorn. Longanesi.
“La Psichiatra”, di Wulf Dorn. Longanesi.

“La Psichiatra” Ellen Roth incontra, nella stanza 7 della clinica presso cui lavora, una paziente traumatizzata. Rannicchiata in un angolo, completamente chiusa in se stessa. Che, con la voce di una bambina terrorizzata dall’Uomo Nero imprigionata in un corpo di donna seviziata, le trasmette angoscia e terrore. Intorno a questo incontro – traumatico per la protagonista – ruota la storia. In tutta franchezza, chi sia quella donna terrorizzata si intuisce quasi subito. Così come si riesce a capire abbastanza presto chi sia “l’Uomo Nero”. Ma quello che, fino alla fine, rimane sospeso, misterioso, è il motivo per cui questa donna sia apparsa e poi svanita nel nulla. Dorn ha creato riuscitissime pagine di suspence non sulla ricerca del “chi” ma del “perchè”.