LDAPOST della domenica. Il cazzotto di Tyson.

5 rapide considerazioni sulla Champions League, per quanto permettano i rodimenti di c**o e le p***e che girano ancora vorticosamente.

1) L’intensità decisiva che la Roma riesce ad esprimere in Italia, in Europa è la normalità. Se poi anche in campionato quella stessa intensità la esprimi a sprazzi, in Europa dopo un’ora cominciano a girarti intorno a velocità tripla.

2) La quantità di leggerezze in fase di impostazione o (ancora più grave) di disimpegno sono il segno raccapricciante di una squadra deconcentrata. Che “non sta sul pezzo”.

3) Florenzi come terzino destro ha fatto il possibile. In fase offensiva anche qualcosa più del possibile, ma in fase difensiva ha mostrato tutti i limiti della soluzione d’emergenza. La carenza di giocatori di alto profilo sulle fasce temo possa essere decisiva.

4) Capitolo Rudi Garcia. Raramente si è vista tanta confusione nella gestione della partita.

La Roma evidentemente non è in grado di abbassare i ritmi della partita a proprio piacimento. Non ci riesce con l’Atalanta, non ci riesce con il CSKA.

Sostituzioni completamente sbagliate, nei tempi e negli uomini. Strootman, aldilà dell’erroraccio poi risultato decisivo, non è pronto. Probabilmente è più un limite mentale che fisico, ma inserirlo in quel contesto è stato un disastro (soprattutto poi se a cedergli il posto è Nainggolan, il migliore). Gervinho non può pretendere di ricevere il pallone tra i piedi e non sulla corsa. Qualsiasi altro giocatore con questo atteggiamento sarebbe stato sostituito molto prima (o tenuto direttamente in panchina).

In Europa si vince con la tattica e con la qualità tecnica. E visto il livello infimo del campionato, anche in Italia. Il mister deve ricominciare ad inventarsi qualcosa, partita dopo partita. Perchè la Roma non ha ancora uno spessore tale da poter essere sempre la stessa contro qualsiasi avversario. Io dico 4-2-3-1 con De Rossi, Keita; Florenzi, Totti, Gervinho (Iturbe); Ljajic.

5) Capitolo portiere. Non tiene una palla, non fa un rilancio giusto. E, soprattutto, non esce più. L’Atalanta lo ha (e di conseguenza “ci ha”) graziato due volte. In Europa, invece, il cazzotto, se possono, te lo danno. A prescindere che siano “pesi massimi” (Bayern Monaco) o “pesi leggeri” (CSKA). Il goal ieri non è solo suo, ma è anche suo. E della catena con cui si lega alla linea di porta.

Per il resto, mi sembra sia tutto a posto…

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