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Una magnifica occasione. L’Italia cambia verso.

Domani andro’ a votare alle primarie del Partito Democratico. Si, lo so, ancora. Dal 2012 ad oggi ce ne sono state tante, tra nazionali, locali e interne al partito. E forse, un utilizzo così continuativo dello “strumento” primarie puo’ anche ottenere un effetto contrario risetto a quello desiderato. Annoiando, Allontanando. Pero’, stavolta, il momento è diverso. L’occasione è diversa. Le necessità sono diverse. Infatti le primarie sono aperte a tutti, nonostante si scelga il segretario del partito, e non direttamente il candidato premier di una piu’ ampia coalizione.

E questa è una magnifica occasione per allargare la discussione intorno (e sulla) politica. Sia del Partito Democratico che, in generale, del paese e del governo. Per coinvolgere, interessare, in certi casi anche interrogare, i delusi dalla politica. I delusi di cui le recrudescenze fasciste del M5s sono un sintomo. I delusi dal centrosinistra postprodiano. Quello di Amato e D’Alema, di Veltroni, fino ai 101. Ma anche i delusi dal centrodestra berlusconiano. [NDR. Coinvolgere, interessare, interrogare sulla politica anche persone di centrodestra non è sinonimo di “aprirgli le porte del partito”. Piccola, ma necessaria, precisazione ad uso e consumo di chi ancora giudica le persone in base alla provenienza politica e non in base alle sensibilità, agli interessi, alle opinioni, giuste, sbagliate, faziose o incazzate che siano]

E’ una magnifica occasione per avviare, quindi, un cambiamento dell’approccio alla politica. Per poter davvero cambiare l’Italia (che è di tutti, non di uno).

E’ anche una magnifica occasione per costruire un Pd (e sarebbe ora!) dove essere ex di qualcosa sia una “caratteristica”, un attributo in piu’, non un fattore dominante.

E’ una magnifica occasione per costruire un Pd dove una visione del mondo diversa (magari un tantino piu’ moderna in materia di lavoro e politiche economiche, ad esempio) integri i principi e gli ideali propri del centrosinistra. Integri, non sostituisca.

E’ una magnifica occasione per costruire un Pd che non si collochi automaticamente in una posizione di subalternità a Berlusconi (come è stato fino ad oggi). Che non sia guidato da chi ha fatto parte per anni, magari nell’ombra, di quella classe dirigente che di Berlusconi ha fatto le fortune o che dell’antiberlusconismo ha fatto l’unica ragione di vita (vita politica, s’intende..).

E, last but not least, è anche una magnifica occasione per costruire un Pd che stia “antipatico” all’antipatico per eccellenza, quello coi baffi.

Per tutte queste magnifiche occasioni, io domani votero’ Matteo Renzi.

#cambiaverso #èlavoltabuona
#cambiaverso #èlavoltabuona

27/11/2013. Decadenza-Day.

Ellekappa, da Repubblica.it.
Ellekappa, da Repubblica.it.

27/11/2013. Alle 17.43 il Senato, come prescritto dalla sentenza definitiva per il processo dei diritti tv Mediaset, ha approvato la decadenza di Silvio Berlusconi avendo preso atto che erano “stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta per le Immunità che proponeva di non convalidare l’elezione di Berlusconi”.

Vendola, il centrosinistra e il complesso di superiorità.

Una lurida opera di sciacallaggio. Un tentativo di linciaggio. Queste sono le definizioni con cui Nichi Vendola, definisce la pubblicazione della sua telefonata con Archinà, l’addetto alle relazioni istituzionali dell’Ilva di Taranto [le parole del governatore della Puglia le trovate qui]. “Chiunque ascolti la telefonata si renderà conto che non sto ridendo per i tumori ma per il guizzo felino con cui Archinà corre a togliere il microfono al giornalista“. Esatto. Infatti nessuno accusa Vendola di ridere dei morti e dei malati di tumore, non scherziamo. E se qualcuno lo fa, sbaglia. Non si può però sottovalutare come anche nelle parole e nei modi del compagno Vendola traspaia quella viscida complicità tra politici e affaristi, tra poteri che contemporaneamente si autogarantiscono e autocontestano, che già mille altre volte ha suscitato sdegno, indignazione, schifo. Come, nelle risate di Vendola si insinui quella melliflua rete di rapporti e “pacche sulle spalle” che ha generato le tante “Ilva” d’Italia. Il punto della questione, e non c’è difesa (o linea politica) che tenga, è che anche questo è berlusconismo. Lo stesso di Letta e del caso Cancellieri. Un berlusconismo meno “Scajolano” e più ripulito (forse). Insomma, un berlusconismo di centrosinistra. Di chi con parafrasi, allitterazioni e assonanze si ritiene sempre migliore degli altri. Più onesto e più puro. Ecco, forse per essere davvero di “sinistra”, per rispettare davvero la “sinistra”, sarebbe il caso di affrontare drasticamente questo “complesso di superiorità”, di guardarsi allo specchio e, prima di dimettersi, sputarsi in faccia.

Considerazioni su Roma (“lo veeedi ecco Mariiino”).

Traendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera, ieri ho iniziato su Facebook una interessante discussione con un mio amico sull’operato del sindaco in questi primi mesi di governo della città. Ne è venuta fuori una considerazione sulle aspettative (personali e generali) che sono state la base della sua elezione e che, mi fa piacere riportare anche sulle pagine del blog (provando a dargli una forma un po’ più leggibile..). D’altronde esprimere un giudizio tranchant dopo soli 6 mesi di consiliatura sarebbe sbagliato, così come lasciarsi andare ad una celebrazione tout court quasi si fosse ancora sull’onda della vittoria elettorale. Fiducia e perlessità, dunque. Qualche apprezzamento e, contemporanemente, qualche delusione (tanto per mantenermi in contraddizione continua anche con me stesso). Peraltro, il tema dell’articolo del Corriere, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale della città, mi sta particolarmente a cuore, sia come cittadino che come “addetto ai lavori”. La chiusura al traffico privato di una parte di Via dei Fori Imperiali è stato uno dei fiori all’occhiello della campagna elettorale del Sindaco. Ed in effetti si è arrivati al primo step di questo processo nei modi e nei temi previsti. Pur ritenendo indispensabile un urgente intervento di revisione della mobilita’ nella zona, credo sia stato sbagliato iniziare con il centro storico. Avrei preferito si fosse iniziato avviando progetti ugualmente ambiziosi ma piu’ “decentrati”, magari con la pedonalizzazione permanente di tratti stradali nelle periferie. Sia perchè credo che sia necessario favorire la mobilità alternativa anche in punti della città meno “famosi” ma, paradossalmente, più abitati e frequentati. Sia per evitare di trasmettere l’idea di un interesse rivolto solo al “bel salotto” del centro storico, di richiamarsi cioè a quei tratti distintivi del veltronismo su cui Alemanno aveva costruito parte della sua vittoria elettorale. Allo stesso tempo ritengo che i passi che si stanno muovendo per la riorganizzazione interna di uffici comunali, burocrazia e municipalizzate oltre ad essere un importante segnale di modernizzazione marchino davvero la differenza con cio che è stato prima, con la parentopoli di recente memoria. Ci vorrà tempo, sicuramente più di quello previsto e dichiarato in campagna elettorale (e anche questo è un errore, Roma aveva, ed ha, bisogno di fatti) ma ci stiamo allontanando dal “buco nero” (in tutti i sensi) in cui era precipitata Roma durante l’amministrazione Alemanno.

appunti sparsi, in ordine sparso.