Considerazioni su Roma (“lo veeedi ecco Mariiino”).

Traendo spunto da questo articolo del Corriere della Sera, ieri ho iniziato su Facebook una interessante discussione con un mio amico sull’operato del sindaco in questi primi mesi di governo della città. Ne è venuta fuori una considerazione sulle aspettative (personali e generali) che sono state la base della sua elezione e che, mi fa piacere riportare anche sulle pagine del blog (provando a dargli una forma un po’ più leggibile..). D’altronde esprimere un giudizio tranchant dopo soli 6 mesi di consiliatura sarebbe sbagliato, così come lasciarsi andare ad una celebrazione tout court quasi si fosse ancora sull’onda della vittoria elettorale. Fiducia e perlessità, dunque. Qualche apprezzamento e, contemporanemente, qualche delusione (tanto per mantenermi in contraddizione continua anche con me stesso). Peraltro, il tema dell’articolo del Corriere, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale della città, mi sta particolarmente a cuore, sia come cittadino che come “addetto ai lavori”. La chiusura al traffico privato di una parte di Via dei Fori Imperiali è stato uno dei fiori all’occhiello della campagna elettorale del Sindaco. Ed in effetti si è arrivati al primo step di questo processo nei modi e nei temi previsti. Pur ritenendo indispensabile un urgente intervento di revisione della mobilita’ nella zona, credo sia stato sbagliato iniziare con il centro storico. Avrei preferito si fosse iniziato avviando progetti ugualmente ambiziosi ma piu’ “decentrati”, magari con la pedonalizzazione permanente di tratti stradali nelle periferie. Sia perchè credo che sia necessario favorire la mobilità alternativa anche in punti della città meno “famosi” ma, paradossalmente, più abitati e frequentati. Sia per evitare di trasmettere l’idea di un interesse rivolto solo al “bel salotto” del centro storico, di richiamarsi cioè a quei tratti distintivi del veltronismo su cui Alemanno aveva costruito parte della sua vittoria elettorale. Allo stesso tempo ritengo che i passi che si stanno muovendo per la riorganizzazione interna di uffici comunali, burocrazia e municipalizzate oltre ad essere un importante segnale di modernizzazione marchino davvero la differenza con cio che è stato prima, con la parentopoli di recente memoria. Ci vorrà tempo, sicuramente più di quello previsto e dichiarato in campagna elettorale (e anche questo è un errore, Roma aveva, ed ha, bisogno di fatti) ma ci stiamo allontanando dal “buco nero” (in tutti i sensi) in cui era precipitata Roma durante l’amministrazione Alemanno.

2 pensieri riguardo “Considerazioni su Roma (“lo veeedi ecco Mariiino”).”

  1. Caro Lorenz
    Anni fa’ abbiamo subito le strade verdi,non sto qui ad elencarti i pregi(pochi)e i difetti(molti) di quella sciagurata scelta dell ex vice sindaco Tocci,ma vorrei solo raccontarti che in un incontro faccia a faccia chiesi a quell illuminato di Walter (era chiaramente una provocazione)di esportare il progetto ‘strade verdi’ anche nelle varie periferie e perché no anche nel cuore della città,ma solo se la giunta credeva fortemente che l esperimento di viale Libia fosse vincente.
    Sai cosa ci rispose?che quello era un progetto politico dichiarato in campagna elettorale non esportabile ….,inoltre se fossero tornati indietro sarebbe stato come ammettere il fallimento….ecco io credo che le cose siano molto similari,ritengo che la nostra metropoli abbia bisogno di mezzi alternativi a quelli privati (metro,taxi,bike,rent,ecc,ecc)e non di veti e decisioni cervellotiche.
    Con stima. Dado

    1. Non c’è dubbio. In piu’ credo che se un sindaco voglia far distinguere il suo mandato per discontinuità rispetto a chi l’ha preceduto, debba iniziare proprio dove gli altri si sono fermati (a prescindere dai motivi per cui lo abbiano fatto). pedonalizzare, ciclabilizzare, incentivare il trasporto su rotaia devono diventare parole d’ordine al centro come in periferia. Io preferisco 100 piccole azioni su tutta la città che una enorme ma che ne riguarda una porzione ristretta. pero’, tutto sommato, credo si sia presa la strada giusta. Alè!

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