Quando muore un ragazzo.

La barbara uccisione dei tre ragazzi israeliani rapiti il 12 giugno nei pressi di Hebron ha colpito tutti. E vorrei vedere.

Richieste di giustizia, solidarietà, manifestazioni, partecipazioni (pubbliche e private) al lutto, hanno trovato libero sfogo negli “altoparlanti” dei social network e della stampa online. “Indignazione” è il termine più gettonato nei post, sui forum, nei blog. Ed è giusto così. Le atrocità non devono lasciare indifferenti. Niente, nemmeno la guerra, “giustifica” la barbarie.

Quindi, indignamoci ancora. Indignamoci sempre. Indignamoci, ogni volta che a Gaza muore un ragazzo.

P.s. La posizione interessante (e per me condivisibile) di Amnesty International sulla questione: qui.

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