PARTECIPAZIONE E’?

PARTECIPAZIONE E’ INFORMAZIONE, AUTORIZZAZIONE,  GIUSTIFICAZIONE O…PEDONALIZZAZIONE?

Notizia di questi giorni, il Comune di Roma ha indetto un referendum online  sul progetto di chiusura al traffico privato di parte di via dei Fori Imperiali. Una serie di domande a cui si può rispondere tramite Facebook o attraverso il sito del comune. Nulla di trascendentale o particolarmente rivoluzionario, dopo una registrazione obbligatoria (inevitabili le prime polemiche su presunte manipolazioni dei risultati attraverso l’uso di email fittizie) viene richiesta la zona di residenza, quella nella quale si lavora, la frequenza con la quale si transita in via dei Fori, il mezzo di trasporto usato per farlo, se si conosce il progetto di pedonalizzazione, quali sono le criticità e quanto si è favorevoli al progetto. Si possono, poi, lasciare suggerimenti o avanzare delle proposte. Partecipazione ampia, quindi.

La trovo una idea sbagliata. Nei tempi e nei modi.

fori pedonaliPiani di questo tipo dovrebbero essere progettati, spiegati e realizzati in base alle ricadute positive che avranno sulla città nel lungo periodo: miglioramento della vivibilità, tutela del patrimonio storico artistico, tutela ambientale, ricadute economiche ecc. Non possono e non devono essere esaltati, criticati o “inquinati” da forme di consultazione che attraggono, “di pancia”, gli ultras del sostegno o della critica. Non c’è dubbio che i residenti si troveranno a fare i conti con un primo impatto che li costringerà a stravolgere alcune abitudini. Così come il fruitore della versione domenicale dei Fori, completamente pedonali, sarà con ogni probabilità un convinto sostenitore del progetto. Più di tanti altri – tecnici, burocrati o politici – saranno i “pendolari cittadini” che si spostano tra metro e autobus per lavoro ad aspettarsi le “rogne” più grandi in termini di traffico. Ma è sbagliato fossilizzarsi sugli ingorghi di questi primi giorni di sperimentazione dovuti anche ai contemporanei (e necessari, imprescindibili!) lavori di rifacimento e manutenzione di marciapiedi e carreggiate.  E’ evidente poi che gli operatori turistici si dimostreranno entusiasti (e ci mancherebbe altro..) vedendone subito le ricadute positive in termini di attrattività e indotto, così come i commercianti volgeranno subito il pensiero (e magari più di qualche “vaffa”) verso i primi, inevitabili disagi.

http://www.ilmessaggero.it/roma/campidoglio/fori_pedonali_merulana_commercianti/notizie/302512.shtml

E allora?

E allora una giunta seria se ne deve fregare. Non deve badare ai “Mi Piace” o alle prese in giro sui social network. Roma non si amministra attraverso le pagine e i post di facebook.

Individuato l’obiettivo, realizzato il progetto, organizzate le tempistiche di intervento (riorganizzazione della viabilità, ampliamento e riorganizzazione della rete di mezzi pubblici, ciclabilità ecc.), si proceda a passo spedito! Senza eccessive smanie di protagonismo o voglie di “metterci la firma”, ma anche senza permettere che rivalità politiche (o semplici antipatie perché – diciamoci la verità – in quanto a empatia Marino ha ancora parecchio da imparare..) o disagi personali possano rallentarne, se non comprometterne, la realizzazione e la riuscita.

Un esempio pratico: il progetto di pedonalizzazione del centro di Firenze. E’ stato contestato aspramente dai commercianti e dagli albergatori. Ma è stato assorbito dalla città e percepito come un miglioramento della qualità di vita e di lavoro, oltre che come un valore aggiunto per l’offerta turistica (fondamentale peraltro per la “vita” di gran parte delle categorie inizialmente sulle barricate).

Mi chiedo: che senso ha realizzare un progetto che, di fatto, rivoluzionerà una parte fondamentale della città e voler allo stesso tempo inseguire l’acclamazione popolare a furia di consultazioni online? Il comune deve prendere la decisione che ritiene migliore per la città, per l’idea che ha proposto (e che è stata scelta) di città. Farsi carico delle critiche e risolvere gli eventuali bugs del progetto. E permettere alla città di assorbire i cambiamenti.

La consultazione, in fin dei conti, c’è già stata. Poche settimane fa. Marino è il sindaco di Roma, e questo progetto era uno dei punti cardine della sua campagna elettorale. E le alternative non mancavano. La proposta a 5 stelle, il cuore di Marchini, la parentopoli di Alemanno. C’era la sinistra radicale e c’era la destra estrema.

Adesso non è il momento di perdersi in chiacchiere, ma di fare. E non si possono mettere sullo stesso piano le critiche costruttive, le opinioni – a volte anche discordanti – degli addetti ai lavori con le banalità gridate dagli “strilloni di internet”, postate su facebook grazie allo smartphone dal sedile della macchina, “che tanto stiamo fermi in un ingorgo”. Macchina presa per fare 500m, magari.

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