Archivi categoria: lettura

I miei “Oscar d’Inchiostro” 2016!

Anche quest’anno, come da tradizione, propongo una piccolissima-personalissima-faziosissima selezione del mio anno da lettore. Un giochino, nulla di più, ma che mi diverte molto. Alle confermate categorie “Miglior Personaggio” e “Menzione Speciale” affianco, stavolta, una “Grassa Risata” e – ahimè – una delusione.

Oscar d'Inchiostro 2016

Il Miglior Personaggio è il vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Cupo, respingente, tormentato e silenzioso. Degno di Jo Nesbo. Insisto, la versione televisiva non gli rende giustizia.

La risata più grassa me la sono fatta leggendo La prima regola degli Shardana, di Giovanni Floris. Una storia d’amicizia alla “Stand by me”, con la Sardegna al posto dell’Oregon. Esilarante omaggio alla letteratura e alla cinematografia “cazzeggiona” degli anni Ottanta e Novanta. Dalla pallastrada di Stefano Benni, alle risse di Bud Spencer, dai Goonies alla trivialità dei cinepanettoni.

Menzione speciale per La guerriera dagli occhi verdi, di Marco Rovelli. Una preziosa non-fiction novel sulla vita di Avesta Harun e sul principio che ne ha animato la (purtroppo) breve vita di combattente curda: un paese non può essere libero, un popolo non può sentirsi libero, se le donne non lo sono.

E ora, la nota dolente. Grande delusione per Il turista di Massimo Carlotto. Un thriller debole, una spy story scontata, un personaggio, Pietro Sambo, incompiuto. Privo sia del cinismo da maudit che dell’empatia dell’eroe. Devo ancora riprendermi dallo shock.

E ora, come sempre, se qualche altro lettore ha voglia di fare lo stesso gioco…che inizi il dibattito!

I miei “Oscar d’inchiostro” 2015!

Inevitabilmente, quando devo spostare la pila di libri letti (nel tentativo, sempre più vano, di cercare di fare spazio a quelli da leggere), finisco sempre per fare questo giochino: una classifica, una personalissima “Notte degli Oscar d’inchiostro”. Ecco, allora, i “vincitori” il 2015!

The winners are..

La Scoperta del 2015 è stata, senza dubbio, “La vita in generale”, di Tito Faraci (Feltrinelli). A metà tra la fiaba e il fumetto, una storia sulla fiducia e sul senso di comunità. Consigliato, consigliatissimo.

Il Miglior Personaggio incontrato è Olav, il killer dislessico protagonista di “Sangue e Neve” di Jo Nesbø (Einaudi). Poteva nascere solo dalla penna di un fuoriclasse.

Come Miglior Libro scelgo “Sottomissione”, di Houellebecq (Bompiani). E non c’entrano niente gli attentati del 13 Novembre o la strage di Charlie Hebdo, perché quello che per molta critica è un libro sulla prevaricazione dell’Islam nei confronti dell’occidente, per me è un grande libro sull’opportunismo e sulla debolezza etica degli uomini. Sull’innata capacità di lasciarsi sottomettere da chi (o da cosa) ci vuole sottomettere.

Menzione speciale per “Napoli Ferrovia” (Feltrinelli), di Ermanno Rea. Per la voglia che mi ha fatto venire di tornare, al più presto, a passeggiare a Napoli.

P.s. Se qualche lettore fa lo stesso gioco, si apra il confronto! 😉