I miei “Oscar d’inchiostro” 2015!

Inevitabilmente, quando devo spostare la pila di libri letti (nel tentativo, sempre più vano, di cercare di fare spazio a quelli da leggere), finisco sempre per fare questo giochino: una classifica, una personalissima “Notte degli Oscar d’inchiostro”. Ecco, allora, i “vincitori” il 2015!

The winners are..

La Scoperta del 2015 è stata, senza dubbio, “La vita in generale”, di Tito Faraci (Feltrinelli). A metà tra la fiaba e il fumetto, una storia sulla fiducia e sul senso di comunità. Consigliato, consigliatissimo.

Il Miglior Personaggio incontrato è Olav, il killer dislessico protagonista di “Sangue e Neve” di Jo Nesbø (Einaudi). Poteva nascere solo dalla penna di un fuoriclasse.

Come Miglior Libro scelgo “Sottomissione”, di Houellebecq (Bompiani). E non c’entrano niente gli attentati del 13 Novembre o la strage di Charlie Hebdo, perché quello che per molta critica è un libro sulla prevaricazione dell’Islam nei confronti dell’occidente, per me è un grande libro sull’opportunismo e sulla debolezza etica degli uomini. Sull’innata capacità di lasciarsi sottomettere da chi (o da cosa) ci vuole sottomettere.

Menzione speciale per “Napoli Ferrovia” (Feltrinelli), di Ermanno Rea. Per la voglia che mi ha fatto venire di tornare, al più presto, a passeggiare a Napoli.

P.s. Se qualche lettore fa lo stesso gioco, si apra il confronto! 😉

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