Qualche migliaio di morti di ritardo.

In questi giorni, articoli e servizi tv mi hanno fatto tornare indietro di qualche anno. Nelle polemiche, nei tentennamenti, nelle opposizioni all’eventuale intervento militare in Siria, sembra di rivedere una storia vecchia. Stesse parole di sostegno, stesse posizioni contrarie. Mi sono venute in mente le manifestazioni contro l’intervento Nato nella ex Jugoslavia. Non si può creare la pace con la guerra! Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant, anche alcune parole di Tacito erano tornate d’attualità nel manifesto pacifista.

Mi è anche tornato in mente che, all’epoca, nell’area della ex Jugoslavia la presenza dei Caschi Blu dell’Onu era già costante. Non era bastato, però. Davanti a loro si compivano barbarie agghiaccianti. Davanti a loro, a Srebrenica (zona sotto la tutela delle Nazioni Unite) migliaia di musulmani bosniaci furono uccisi dalle truppe serbo-bosniache e dai paramilitari guidati da Arkan. La “Tigre” Arkan, il criminale in cui onore (pochi giorni dopo la sua morte) i tifosi della Lazio esposero uno striscione allo stadio Olimpico (si dice commissionato dall’attuale tecnico della nazionale serba Mihajlovic). Era il luglio 1995. L’Operation Deliberate Force si svolse dal 30 agosto al 20 settembre.

Mi sono venuti in mente i ministri che protestavano e manifestavano contro lo stesso governo di cui facevano parte. Era il governo D’Alema (quello che si reggeva grazie ai voti dell’UDR di Cossiga e Mastella e quindi, come dicevano i manifestanti, grazie all’Alleanza Atlantica). Era il 1999. Le fosse comuni in cui il regime di Milosevic gettava i cadaveri dei kosovari sono state scavate per anni e, ancora oggi, emergono ossa. L’Operation Allied Force si svolse dal 24 Marzo al 10 giugno 1999.

Sulla questione siriana si è già accumulato un forte ritardo, che non si conta in mesi o anni, ma in migliaia di morti. All’Onu si parla – tanto – ma non si riesce ad affrontare – seriamente – nulla. Figuriamoci risolvere. Non sono, non posso essere, sicuro che solo la posizione espressa dagli Stati Uniti, Inghilterra e Francia (anche la Francia del socialista Hollande..) sia quella “giusta”. Credo però che la comunità internazionale – Italia compresa – non debba ricadere, per paura o per strategia, negli errori di un passato molto, molto recente.

Visto l’argomento, per chi fosse interessato – e avesse coraggio, perchè ce ne vuole – consiglio un libro meraviglioso: Anche gli orsi faranno la guerra, di Paolo Alberti (Rizzoli). Le atrocità della guerra vissute da un bambino che ne diventa protagonista, come cecchino infallibile, proprio nelle milizie di Arkan. Ma per quanto sia trattato da “eroe” ne viene progressivamente trasformato e deformato.

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